mercoledì 11 aprile 2012
L'uomo che guarda.
Agli uomini piace guardare le donne, è un fatto innegabile e proprio della natura umana. Cosi come l'occhio umano in genere capta il movimento nei dintorni, allo stesso modo di qualunque predatore, così l'occhio umano maschile capta le forme femminili. Un semplice passaggio di una donna attira l'attenzione maschile, a prescindere dall'interesse effettivo del maschio nei confronti di quella donna. Questo probabilmente fa parte del patrimonio genetico maschile. O forse fa parte dell'istinto.
Tutto questo le donne lo sanno bene, e a molte non dispiace affatto, come sappiamo. Perlomeno se si è nella parte di donna di passaggio che viene guardata e, si spera, apprezzata dal maschio.
Tutt'altro discorso quando la donna è al fianco di un uomo. La donna che ha passato ore a prepararsi per uscire, trucco accurato, vestito elegante che mette in risalto le forme migliori e nasconde eventuali difetti, d'improvviso trova insopportabile se l'occhio del compagno passa su un altra donna, che magari anche lei ha avuto il suo bell'impegno a rendersi piacevole prima di uscire.
Ma lì il discorso è diverso, ovviamente. A una donna non frega dei geni o dell'istinto da predatore residuale nell'essere umano. Diventa una questione di possesso.
Un tale che conosco usa dire che il fatto di essere a dieta non impedisce di guardare il menu. Questo ragionamento ovviamente non fa presa sulla moglie, che anzi quando lo sente s'incazza di più. E non le si può dare torto, perché se uno parla di menu e di dieta, vuol dire che il suo sguardo vagante non è un caso genetico, è davvero un occhio predatore che esamina con occhio clinico le eventuali prede. Il che, anche se non supportato da effettiva voglia di caccia non è comunque carino, giusto?
Diverso il modo di guardare delle donne. A prima vista, parrebbe che le donne non guardano affatto, anche se invece un rapido sguardo femminile riesce a percepire molte più informazioni di quelle che può recepire un analogo sguardo maschile. Si tratta in entrambi i casi di sguardi selettivi, tenendo conto del fatto che le donne in genere guardano il particolare, mentre l'uomo guarda l'insieme.
In ogni caso, quanto di quello che si vede si è realmente guardato? Che esso sia un particolare o una visione generale, siamo sicuri di aver visto quello che era o non piuttosto quello che avremmo voluto vedere, magari sulla base di quelle primissime informazioni che la vista ci ha fornito?
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