lunedì 2 aprile 2012

È una questione di seduzione


Ci sono diversi tipi di seduzione. Quello del 21° secolo passa per la rete, e per le comunicazioni impersonali rappresentate dai social network. Ma nonostante l’approccio tecnologico e il filtro rappresentato dal computer, le tecniche rimangono quelle classiche.
Si ascolta più di quanto si parli. Si fanno cenni col capo (rappresentati da faccine o emoticon piazzate ad arte qua e là). Si mostra di essere d’accordo.
Si fa in modo, insomma, che l’interlocutore faccia tutto il lavoro da sé, in pratica ponendosi le domande e dandosi le risposte, portando le proprie conclusioni dove vuole.
In breve la persona raggiunge il giusto grado di cottura, senza che voi abbiate fatto niente, spesso quando voi nemmeno volevate che accadesse niente. Perché molti rimangono vittime dei loro stessi giochi mentali, dimenticando che sono i loro giochi nello stesso momento in cui li idealizzano e li proiettano su quel niente rappresentato dalle faccine, dai sorrisi a emoticon, e anche dai vostri silenzi.
Seduzione senza seduttori. Solo sedotti.
Autosedotti? Ebbene si, anche se nessuno lo ammetterebbe mai.
Perché il bello del gioco è l’illusione, e nessuno ammette mai che è bello illudersi. È più facile mentire a sé stessi, spingendosi a credere l’incredibile.
Tanto è un gioco.

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