giovedì 26 aprile 2012

Sei quello che mangi


A primavera si fa un gran parlare di diete, il che non fa notizia in modo particolare, visto che è una consuetudine stagionale ricorrente. Molti sono i motivi che spingono la gente a seguire una dieta, ci sono quelli personali, che possono essere svariati, e ci sono anche quelli dettati da prescrizione medica. Ma ovviamente se parliamo di dieta in periodo primaverile, parliamo di dieta finalizzata alla perdita di peso, o al rimodellamento del proprio fisico, magari il tutto abbinato a un po' di attività fisica, e in genere seguiti da uno specialista del ramo.

Tra le tante persone a dieta, c'è anche chi ha bisogno di parlarne con Shirley, e com'è logico, se qualcuno parla con Shirley ci sono motivi tanto profondi quanto speciali.

Un amica che è a dieta molto stretta, mi confida di avere una grande preoccupazione. Lei ha la passione di praticare sesso orale, in parole povere ama fare pompini, argomento che tra uomini e donne è sempre oggetto di ampie dispute. Comunque sia, la sua preoccupazione è che l'ingestione di sperma possa compromettere la dieta. Avendo letto da qualche parte notizie confuse in merito alla composizione del liquido seminale, si chiede quanto potrebbe essere l'apporto calorico dello sperma.

Ora, io normalmente penso al pompino come ad un atto sessuale, un atto che come dissi in un altro post non si rifiuta a nessuno, e in cui alla fine si manda giù, si ingoia, essenzialmente per educazione. Al di là della passione e dell'impegno che ci si mette, che può variare a seconda della situazione, in genere non si sta a pensare alla composizione di quello che esce alla fine: si beve e non ci si pensa più. Invece qualcuno ci pensa, e si preoccupa.

Ma cosa c'è quindi, nello sperma? Molte sostanze, che sono importantissime per garantire allo sperma la corretta funzione, e sono: proteine, lipidi, prostaglandine, ormoni, ioni, acido citrico, fruttosio, vitamina C, una grande varietà di enzimi, zinco, carnitina e molte altre sostanze.

Ovvio che di fronte a questa serie di sostanze una "donna a dieta" si preoccupa, in pratica un'eiaculazione media è quasi un pasto in miniatura!

Ma ci pensate a tutta quella povera gente che muore di fame per mancanza di proteine in tutto il mondo?

Si potrebbe risolvere il problema della fame e contemporaneamente quello della sovrappopolazione...

Inutile, il risultato è sempre quello: un pompino non fa primavera, ma fa passare l'appetito.


domenica 22 aprile 2012

Se le cazzate fossero soldi, ci sarebbero molti milionari. (Parte prima)



Le cazzate indicate nel titolo del post non sono quelle che si fanno, ma quelle che vengono dette.
Infatti questo termine si usa anche quando c'è da indicare qualcuno che "le spara grosse", è un modo di definire quelle sparate che in genere si definiscono anche stronzate. 
A tutti può capitare, prima o poi, di dire qualche stronzata, e di motivi per dirne ce ne possono essere un infinità, in fondo si tratta di una cosa che rientra nelle eventualità della vita umana. Però c'è gente che non può fare a meno di sparare cazzate anche quando non ce ne sarebbe bisogno. Questo genere di persone vengono dette anche "cazzaroni".
Non parliamo di chi è costretto dalle circostanze ad inventare qualcosa, qui si parla di persone che senza un motivo devono sparare delle stronzate pazzesche, storie arzigogolate, precise in quasi tutti i particolari, sparate così, senza un motivo valido. La cosa buffa è che queste persone vengono in breve "scoperte", in genere per via della loro maldestraggine, e perché le sparano talmente grosse che loro stessi fanno fatica a seguire i propri racconti, e stentano a tenere in piedi tutte le costruzioni di cazzate che man mano vanno facendo.
Ne ho conosciuti tanti, nel corso degli anni, di questo genere di personaggi. Gente che con disinvoltura inventava storie assurde, senza curarsi troppo di chi aveva davanti ad ascoltare. La cosa bella è che chi non li conosce è portato a credere loro, magari con qualche perplessità se le cazzate raggiungono inaspettate altezze stratosferiche. La cosa divertente è che anche chi non li conosce, in genere impara a conoscerli in breve tempo.
Da lì a sbugiardarli in malo modo, il passo è breve. E in breve si fa il vuoto intorno a queste persone, ma esse non demordono, e insistono a inventare cazzate, come se niente fosse, passando con disinvoltura da un ruolo all'altro. Il termine ruolo è appropriato, perché normalmente questi personaggi sparano cazzate in merito a sé stessi, inventando storie assurde sul proprio conto, e sul proprio ruolo nella società.
C'è quella donna che, con estrema disinvoltura, dice di essere una ricercatrice universitaria, raccontando con dovizia di particolari la vita di laboratorio. Poi dopo qualche tempo di colpo diventa una criminologa, laureata in giurisprudenza... C'è un altra donna che addirittura sostiene di avere uno studio medico, e di essere un chirurgo che opera in varie città europee. Sia l'una che l'altra, ovviamente, non sono affatto laureate, anzi, oscillano tra il casalingato e il lavoro di addetta alle pulizie...
Il bello è che una volta smascherate queste persone mantengono un grande aplomb, e inventano subito la nuova cazzata, che sostituisce automaticamente la precedente, senza soluzione di continuità.
Ma cosa induce queste persone a dire tante cazzate? Sono sicuramente dei mitomani, ma la domanda è: c'è una patologia dietro, oppure una cosciente volontà di prendere in giro il prossimo?
Ma soprattutto, perché? A quale scopo?

martedì 17 aprile 2012

Un tranquillo week end di paura


Il sabato sera in genere c'è una tregua. Intendo nel settore confessioni e confidenze. Sarà che molta gente è occupata, sarà che molta altra non ha occupazioni particolari, ma non vuole farlo sapere, quindi rallenta l'attività di telefono e/o internet, e infatti anche i social network rimangono un po' deserti, tutti leggono ma nessuno scrive per non fare sapere al mondo che sta passando un tranquillo sabato sera da sfigato/a tra le quattro mura domestiche.
C'è da dire poi che molta gente è obbligata a uscire con la "mezza mela", quando se ne starebbe molto volentieri in casa, magari davanti al computer. Ma c'è anche chi è obbligato per qualche motivo a stare a casa, quando preferirebbe uscire, non necessariamente con la "mezza mela" bensì con "l'altra metà del cielo".  In questi casi la disinvoltura è d'obbligo, e si sentono inutili auto - giustificazioni, tendenti a convincere principalmente sé stessi della genuinità della propria scelta.
Ma Shirley non rimane mai senza lavoro. In qualunque frangente, in qualunque momento dell'anno, anche di sabato sera, c'è chi ha bisogno di dirlo a Shirley. Anzi, forse proprio in questi momenti particolari si sente maggiormente la necessità di confidarsi, proprio per i motivi cui accennavo poco fa.
E difatti le problematiche migliori sono quelle che nascono di sabato, ma si sviluppano la domenica. In pratica alcune persone passano il sabato sera immersi in problemi veri o presunti, o anche presumibili. Poi la domenica hanno bisogno di sfogarsi, di confidarsi con qualcuno che sappia ascoltare, forse molti hanno anche bisogno di confessare le loro ambigue posizioni personali.
Un classico sono quelle persone sposate o fidanzate che hanno una relazione extraconiugale, ed essendo obbligati a passare il fine-settimana in casa si struggono al pensiero di quello che avrebbero potuto fare se liberi di uscire o peggio ancora di quello che potrebbe fare "l'altra metà del cielo" senza di loro. Ma il vero week end da cani, a ben guardare, l'hanno passato gli altri, la "metà del cielo" in piena sindrome dell'altra donna, applicabile comunque liberamente anche all'altro uomo.
Il ruolo dell'altro/a è probabilmente uno dei ruoli umani più scomodi da interpretare. E chi c'è passato non può fare a meno di sorridere amaramente, quando sente le lamentazioni di chi, sposato, trova doloroso avere un amante con cui non potersi incontrare liberamente. Quest'uomo che si lamenta, intanto ha passato un sereno fine settimana in casa, magari con i figli, è uscito a mangiare una pizza con la famiglia e una comitiva d'amici. Probabilmente ha fatto del buon sesso con la moglie, perché sì, insomma, è un dovere coniugale, ma si affretterà a dire che è stato uno strazio, una cosa veramente difficile, sostenuta a fatica solo col pensiero di "lei", l'altra donna, verso cui tutti gli atomi del corpo volgono in una vibrazione d'amore.
Mentre lei, l'altra donna, che tipo di fine settimana avrà passato?
In tutto questo gioco, se entrambi sono sposati o fidanzati, tutto sommato la cosa può andare via liscia e si gioca alla pari,  ma quando solo uno/a è sposato/a, per l'altro/a è l'inferno.
Per avere una comprensione del concetto di inferno  non si deve aver avuto una forte educazione cattolica, no, è sufficiente aver interpretato la parte dell'altra/o.
E poi, giustamente, se chiedi loro perché si sottopongono a questa sofferenza, immancabilmente, almeno nove volte su dieci ti senti rispondere: aspetto che si decida, me lo ha promesso! E via a raccontarsi balle per autoconvincersi che il futuro sarà molto più roseo del presente.
La decisione/promessa in genere si fa attendere, e i nostri eroi passano fior di fine settimana infernali, mangiandosi il fegato, qualcuno le unghie, qualcun'altra svaligiando una pasticceria nell'attesa che accada il miracolo.
Poi si attaccano al telefono, e massacrano i coglioni alle amiche o agli amici, struggendosi nella disperazione più nera, macerandosi e lamentandosi della loro trista condizione.
Molti preferiscono dirlo a Shirley.

giovedì 12 aprile 2012

A volte ritornano


In primavera succede una cosa, inevitabile e inesorabile, che pare collegata in modo automatico al passare delle stagioni: essi ritornano.
Ma chi sarebbero questi “essi”? Parlo di quella gente che appartiene al tuo passato, persone che  in questo particolare periodo dell’anno saltano fuori dall’oblio in cui li avevi relegati.
Tutti gli appartenenti alla categoria degli “ex”. Ex amanti, ex colleghi/e impiccioni/e, ex mariti/mogli, ex fidanzati/e, vecchie e abbandonate amicizie che di amicizia avevano solo un insano opportunismo, compagni di scuola, oltre a vario genere di parenti serpenti.
Gente con cui non hai più rapporti da anni, gente con cui hai chiuso definitivamente, persone con cui magari hai chiuso anche in malo modo, in quei modi inequivocabili e verbalmente violenti, che ti fanno ritenere che mai più incroceranno la tua strada e se per sbaglio lo dovessero fare tu altrettanto felicemente ci passeresti sopra più volte con le ruote del tuo fuoristrada.
Ma come sempre, mai dire mai, perché in primavera - come Alien - ritornano! Con le loro facce di cazzo  ritornano! Con quei loro sorrisini stampati sul volto beota che piglieresti a ceffoni a due a due finchè non diventano dispari.
Puoi cambiare numero di telefono, città, nazione, connotati, stile di vita… niente da fare: essi ritornano!
Al giorno d’oggi il pericolo principale è ovviamente rappresentato da Facebook, da un mio amico giustamente definito “la nemesi della privacy”. All’improvviso ti ritrovi un messaggio, o magari un post nella bacheca della pagina che è legata alla tua attività. Ma è internet in genere che può diventare foriera di brutte notizie, visto che tutti siamo facilmente rintracciabili con un’accurata ricerca. Ed ecco che può arrivare un e-mail, mischiata insieme alla solita corrispondenza, con improbabili frasi di saluto, in genere costellata di una sfilza di “ti ricordi?...” a cui rispondi "non dimentico mai una faccia ma nel tuo caso ho fatto un'eccezione". Sì perchè in questi casi la diplomazia va a farsi fottere e se mi stavi sulle balle anni e anni fa non credere che la situazione si sia sanata con il trascorrere delle stagioni.
Ovvio che se nel corso degli anni non hai cambiato il numero di cellulare, ti puoi ritrovare un sms, allegro o triste, munito anche di faccine, come se niente fosse accaduto che solitamente inizia così "Chissà se hai ancora questo numero di cellulare". E infine c’è, addirittura, anche chi ti  chiama proprio, con estrema nonchalance, salutando con più o meno calore, chiedendoti come vanno le cose. Una persona che ritenevi come morta, talvolta augurandoglielo di cuore, ecco che ti si rivolge senza problemi, con la sua solita voce, riprendendo le fila di un discorso tutto suo, che te non avevi condiviso nemmeno anni addietro, figuriamoci farlo ora.
Benedetto smartphone con l'opzione tanto bellina di bloccare chiamate e sms da numeri assolutamente non graditi!

Ma che cos’ha la primavera? Perché ogni anno c’è questa giostra di infausti personaggi che tendono a ricomparire nella tua vita? E perché lo fanno?
Cosa spinge queste persone a rompere gli indugi, e a contattarti, supponendo che dovrebbero sapere cosa c’è stato tra voi? Si tratta di solitudine, o voglie represse? Attimi di follia, o solamente un'irrefernabile voglia di rompere i coglioni? La loro sortita è dettata dai sentimenti? E se si, da quali: amore, odio, noia, paura di invecchiare e di ritrovarsi soli, curiosità repressa, desiderio?

Ma soprattutto: perché tornano tutti, tranne quelli che vorresti te?


mercoledì 11 aprile 2012

L'uomo che guarda.


Agli uomini piace guardare le donne, è un fatto innegabile e  proprio della natura umana. Cosi come l'occhio umano in genere capta il  movimento nei dintorni, allo stesso modo di qualunque predatore, così l'occhio umano maschile capta le forme femminili. Un semplice passaggio di una donna attira l'attenzione maschile, a prescindere dall'interesse effettivo del maschio nei confronti di quella donna. Questo probabilmente fa parte del patrimonio genetico maschile. O forse fa parte dell'istinto.
Tutto questo le donne lo sanno bene, e a molte non dispiace affatto, come sappiamo. Perlomeno se si è nella parte di donna di passaggio che viene guardata e, si spera, apprezzata dal maschio.
Tutt'altro discorso quando la donna è al fianco di un uomo. La donna che ha passato ore a prepararsi per uscire, trucco accurato, vestito elegante che mette in risalto le forme migliori e nasconde eventuali difetti, d'improvviso trova insopportabile se l'occhio del compagno passa su un altra donna, che magari anche lei ha avuto il suo bell'impegno a rendersi piacevole prima di uscire.
Ma lì il discorso è diverso, ovviamente. A una donna non frega dei geni o dell'istinto da predatore residuale nell'essere umano. Diventa una questione di possesso.
Un tale che conosco usa dire che il fatto di essere a dieta non impedisce di guardare il menu. Questo ragionamento ovviamente non fa presa sulla moglie, che anzi quando lo sente s'incazza di più. E non le si può dare torto, perché se uno parla di menu e di dieta, vuol dire che il suo sguardo vagante non è un caso genetico, è davvero un occhio predatore che esamina con occhio clinico le eventuali prede. Il che, anche se non supportato da effettiva voglia di caccia non è comunque carino, giusto?
Diverso il modo di guardare delle donne. A prima vista, parrebbe che le donne non guardano affatto, anche se invece un rapido sguardo femminile riesce a percepire molte più informazioni di quelle che può recepire un analogo sguardo maschile. Si tratta in entrambi i casi di sguardi selettivi, tenendo conto del fatto che le donne in genere guardano il particolare, mentre l'uomo guarda l'insieme.
In ogni caso, quanto di quello che si vede si è realmente guardato? Che esso sia un particolare o una visione generale, siamo sicuri  di aver visto quello che era o non piuttosto quello che avremmo voluto vedere, magari sulla base di quelle primissime informazioni che la vista ci ha fornito?

martedì 10 aprile 2012

Questione di dimensioni?


Nella vita bisogna essere elastici, su questo non c’è dubbio. In alcuni casi possedere una certa elasticità può essere d'aiuto, anche se delle volte può essere d'intralcio.
Ma quando potrebbe essere utile un certo grado di elasticità? In molti casi, ad esempio quando bisogna affrontare delle situazioni della vita che normalmente non si riuscirebbe a prendere in tutta la loro sostanza.
Anzitutto possiamo distinguere un tipo di elasticità di forma, che si potrebbe definire la capacità di adattarsi alle circostanze, conformandosi all'introduzione di argomenti di un certo peso. La capacità di adattamento che dimostra il genere umano, in certe situazioni, è impressionante. Si stenta a credere, talvolta, che così tanto possa trovar posto in così poco. 
E questo ci porta ad un altro tipo di elasticità, quella concettuale. Quel genere di elasticità che parte dalla mente, e, liberandosi da preconcetti, predispone la materia a ricevere tutto quello che può ricevere, e anche andare oltre.
Ma cosa ci dice quello che possiamo ricevere? Ci sono delle indicazioni prestabilite, a cui dobbiamo uniformarci, o abbiamo libertà di provare i nostri limiti?
E questi limiti, esistono davvero, o siamo noi che li creiamo?

sabato 7 aprile 2012

La scopata senza scopa



Probabilmente arriva per tutti il momento in cui ci si chiede come sono nate certe parole di uso corrente. Ad esempio, perché si usa il termine "scopare" per indicare l'atto di fare sesso? Una domanda simile è lecita, ma una cosa è certa: questo è un genere di termini che a cercarne l'origine possono rivelare molte sorprese. Più che altro molto divertimento. Il segreto è evitare una ricerca scientifica e professionale, e limitarsi a chiedere alla gente perché, secondo loro, si usa il tale modo di dire. Io l'ho fatto talvolta, e il risultato è stato esilarante, da piangere dal ridere (o viceversa).
Una ragazza, apparentemente moderna e figlia del suo tempo, si è mostrata sicura del fatto che si dice scopare perché "facendo sesso si pulisce la vagina dalle impurità"... questo è uno di quei momenti ingloriosi della vita che non richiedono commenti ulteriori.
Un signore dall'apparenza molto seria ha invece concluso che siccome l'uomo ha il manico, come la scopa, l'atto di spazzolare una donna non può che dirsi per l'appunto "scopare".  E anche questa spiegazione non ha bisogno di commenti.
Ma provate a chiedere perché invece si usa il termine "chiavare", e le risposte saranno altrettanto spassose.
Se vogliamo andare su convinzioni gastronomiche possiamo chiedere a qualcuno come nasce l'uso di dire "limonare" per indicare le effusioni a suon di baci. Poi c'è il termine "trombare", che scatena tutta una serie di spiegazioni, che spaziano dalla musica alla scienza delle tubazioni.
Si tratta solo di chiedere alla gente. Domande da fare ce ne sono, con tutti i modi di dire che si usano in ambito sessuale. Le risposte non mancheranno di farci passare un momento di ilarità spicciola.
In attesa di tornare ad argomenti più seri. O più faceti?

venerdì 6 aprile 2012

L'ingresso dal retro


Naturalmente il titolo di questo post fa riferimento al sesso anale. Si parla di una donna che non ama "offrire l'ingresso dal retro", in pratica affrontiamo una delle spiegazioni fornite da un uomo per giustificare il fatto di dedicare attenzioni a donne diverse dalla propria moglie. 
Ma occhio, si badi che non parlo di uomini in generale, sto veramente parlando di un uomo in particolare, che conosco personalmente. Uno che, forse per giustificare le sue relazioni extraconiugali, tiene sempre a sottolineare che la donna con cui al momento intrattiene una relazione ha, tra i suoi tanti meriti, quello di “prenderlo bene nel culo”. Eh si, questo tizio dice proprio così, quando parla della sua amante. Prima fa un elenco dei pregi personali, carattere, intelligenza, poi gli eventuali pregi fisici, e conclude immancabilmente con la definizione lapidaria che mostra qual è il suo reale metro di paragone: “Lo prende in culo benissimo!”
Come se si potesse prenderlo in culo in altri modi. 
Certo, immagino che ci sarà più o meno nonchalance a seconda della persona che lo prende, ma tutto sommato nel farsi scopare nel culo quanto merito ci potrà essere?
Ma aldilà di queste considerazioni relative al sesso anale, in merito al quale potremo disquisire in altri post, quello che trovo interessante è che il nostro amico dopo un po’ si lascia andare allo sfogo definitivo, quello basilare: “Mia moglie non lo prende dietro”.
Mentre lo dice adotta quell’espressione che usano i bambini quando devono giustificare una marachella banale, con l’aria afflitta, come se volesse davvero convincerci del fatto che se la moglie lo prendesse nel culo lui eviterebbe di andare con altre donne.
Gliel’ho chiesto: “Quindi tu con la tua amante fai solo sesso anale? Voglio dire, niente scopate normali o sesso orale, di lei usi solo il culo?”. E lui, quasi stupito, ha risposto: “No ci faccio tutto, ovvio, perché?”
Ma come perché? Uno va con un’altra perché la moglie non lo prende nel culo, ci si aspetta ci faccia solo sesso anale, no? 
O vogliamo ammettere che le scuse sono solo scuse?
È questo che rimane, alla fine: un alibi. Una scusa per scoparsi un'altra donna. E io non ho potuto trattenermi dal fare al nostro amico la domanda che meritava: “Ma tu sei sicuro, veramente sicuro che tua moglie non lo prende dietro? Non è forse che non lo prende da te?”
Il suo sguardo è stata la risposta migliore.
E mi è venuto di pensare a quella donna, che mentre scopa con un baldo giovane, gli dice: "Mio marito fa di tutto, ma non me lo mette mai nel culo!" 

giovedì 5 aprile 2012

Aperture precoci


Succede. Non troppo spesso, ma succede.
Conosci una persona, ci parli un po’, e ti sembra di essere alquanto in sintonia, come se potesse sorgere un’amicizia. Ma prima ancora di entrare in confidenza, perlomeno per i tuoi standard, ecco che quella persona inizia a confidarti cose personali, ti parla dei suoi problemi.
Inizia con gli sfoghi, che talvolta sono un po’ autoironici, ma più spesso sono del genere auto-commiserante, una cosa in stile “spalla su cui piangere”.
E tu sei lì che ti chiedi: ma se mi parli così, ora che ci siamo appena conosciuti, se dovessimo entrare in confidenza che succederà mai?
È una cosa che mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo, e mi trovo spesso a pensarci su.
Ma cosa spinge alcune persone ad aprirsi in questo modo? E perché sempre con me?

mercoledì 4 aprile 2012

Incontri e scontri


C'è qualcosa al mondo che è in grado di tirare fuori il peggio di ogni essere umano. Un luogo, per la precisione, e, per essere ancora più precisi, si tratta di un luogo virtuale.
Questo luogo è il forum. Parliamo dei forum online, ma che cos'è un forum? Una ricerca rapida ci informa che un forum online è uno spazio virtuale dove persone unite da interessi particolari comuni condividono passioni ed esperienze, esprimono la propria opinione e leggono le opinioni degli altri, chiedono consigli o ne danno se possono. Un posto dove incontrare virtualmente delle persone.
Fin qui la teoria.
In realtà i forum online sono il luogo in cui le persone, per chissà mai quale motivo, tirano fuori l'aspetto peggiore della loro personalità.
Non c'è possibilità di sbagliare, qualunque tipo di forum sia, alla fine succede sempre quello: gli utenti prima o poi si scannano, si aggrediscono, si prendono a parolacce. Che sia un forum di cucina, o di modellismo, di informatica, sadomaso, di scambisti, di trenini, di puerpere, di catechesi, ogni tanto c'è un argomento che riesce a scaldare gli animi.
Ma non intendo scaldare così tanto per dire. No, c'è sempre qualcuno che perde le staffe e diventa volgare, poi c'è chi diventa aggressivo, quindi la cosa si estende a macchia d'olio. Vengono scritte parole di ogni genere, e i tuoni si addensano e i fulmini scoppiano, mentre i toni toccano vette di elevatissima violenza verbale. La cosa in genere dura finché qualche moderatore interviene a bloccare la lotta.
Cosa c'è nei forum che contribuisce a creare questo effetto?
Forse la sensazione di un interazione mediata dal computer crea l'illusione di avere un filtro in grado di consentire atteggiamenti che in genere non si avrebbero?
Rimane un vero mistero. Ho frequentato nel corso degli anni ogni genere di forum, e prima o poi ecco che, chissà come, immancabilmente scocca la scintilla.   
Esisterà un forum online in cui i frequentatori non usino scannarsi appena possibile? O i forum sono predestinati come luoghi d'incontro e scontro?

martedì 3 aprile 2012

Affettuose amicizie, o cosa?

 
Spesso si sente in giro parlare del concetto secondo cui non vi può essere amicizia tra uomo e donna. Per certi versi ci sono dei motivi che rendono difficile la costruzione di una vera amicizia tra uomini e donne,  più che altro dei motivi biologici. Un amicizia tra maschio e femmina sarà sempre accompagnata dal vizio di fondo costituito dalla loro differenza sessuale. Purtroppo gli ormoni sono sempre in agguato, e con questo non voglio dire che un amicizia simile vada sempre a finire in un certo modo, anzi. So per certo di rapporti di vera amicizia, fraterna e cameratesca, tra uomini e donne, soprattutto se uno dei due è, esteticamente parlando, un cesso. Esiste questa eventualità, anche se nei migliori casi la riuscita sta all'intelligenza dei due, soprattutto di quello/a che per primo/a si rende conto di sentirsi attratto dall'altra/o. Perché è normale che ad un certo punto ci si renda conto di trovarsi ad avere a che fare con un rappresentante del sesso opposto, di cui si conoscono molti aspetti, anche intimi. Ed è normale scoprire un'attrazione che sebbene sia una cosa normalissima in un rapporto di amicizia, viene fraintesa per l'appunto per via di quei fattori biologici. In fondo anche nell'amicizia "normale" tra uomini o tra donne vi è una sorta di infatuazione, un'attrazione che non ha nulla di sessuale ovviamente, ma vede un trasporto notevole nei confronti dell'altro.
Fin qui i discorsi da sociologia spicciola. Ma non è l'amicizia tra uomo e donna il genere di rapporto in cui si corrono rischi maggiori. Lì al massimo va a finire che si fa una bella trombata (o si compiono gesti assimilabili al fare sesso), o si litiga, conclusione facile dato che alcune donne (e alcuni uomini) hanno in mente il pensiero "Non scopiamo, rovineremmo una bella amicizia"... come se un semplice atto sessuale possa davvero rovinare un saldo rapporto di franca amicizia.
No, in realtà, a sentire come vanno le cose nel mondo, è tra donne che non può esistere una vera amicizia. La frase "Darsi coltellate sorridendo" non ha senso, a meno che non la si applichi ad un'amicizia femminile. Chiariamo subito che ci sono delle eccezioni, nemmeno tanto rare, allo stesso modo in cui esistono eccezioni nei rapporti d'amicizia uomo/donna. Però la conflittualità scaturente dalle amicizie femminili raggiunge vette elevate, da cui difficilmente si scende senza un conflitto all'ultimo sangue.
Non c'è bisogno di essere Shirley per avere racconti di prima mano sulla perfidia di certe "amiche". Ogni essere umano può citare episodi in merito, e la casistica relativa è cosi vasta che si potrebbero riempire molti post sull'argomento.
Questa conflittualità da cosa nasce? In fondo l'amicizia tra donne ha degli aspetti molto intimi e talvolta troppo morbosi, si basa sulla condivisione di sentimenti, emozioni, è fatta di confidenze, confessioni che permettono di rivelarsi per ciò che si è veramente. Non sarà proprio questo che alla fine nuoce all'amicizia?
Conoscendosi troppo si diventa nemiche? Non dovrebbe essere il contrario?

lunedì 2 aprile 2012

È una questione di seduzione


Ci sono diversi tipi di seduzione. Quello del 21° secolo passa per la rete, e per le comunicazioni impersonali rappresentate dai social network. Ma nonostante l’approccio tecnologico e il filtro rappresentato dal computer, le tecniche rimangono quelle classiche.
Si ascolta più di quanto si parli. Si fanno cenni col capo (rappresentati da faccine o emoticon piazzate ad arte qua e là). Si mostra di essere d’accordo.
Si fa in modo, insomma, che l’interlocutore faccia tutto il lavoro da sé, in pratica ponendosi le domande e dandosi le risposte, portando le proprie conclusioni dove vuole.
In breve la persona raggiunge il giusto grado di cottura, senza che voi abbiate fatto niente, spesso quando voi nemmeno volevate che accadesse niente. Perché molti rimangono vittime dei loro stessi giochi mentali, dimenticando che sono i loro giochi nello stesso momento in cui li idealizzano e li proiettano su quel niente rappresentato dalle faccine, dai sorrisi a emoticon, e anche dai vostri silenzi.
Seduzione senza seduttori. Solo sedotti.
Autosedotti? Ebbene si, anche se nessuno lo ammetterebbe mai.
Perché il bello del gioco è l’illusione, e nessuno ammette mai che è bello illudersi. È più facile mentire a sé stessi, spingendosi a credere l’incredibile.
Tanto è un gioco.

domenica 1 aprile 2012

Un pompino non fa primavera, ma è un ottimo sonnifero

Come recita il titolo del post, molte donne non disdegnano di fare pompini pur non avendo particolare passione per l'atto in sé, ma lo fanno a scopo che si potrebbe definire terapeutico.
Ci sono quelle che uscendo con un uomo concludono la serata con un pompino, per non andare oltre, come dire faccio questo cosi non devo fare altro. Oppure c'è chi lo fa perché pensa di compiacere il maschio con cui è uscita. C'è anche chi lo fa perché "va fatto". E poi c'è il pompino di riconoscenza o di gratificazione, del genere "mi hai offerto una bella cena e ti ringrazio". In effetti, a prescindere dalle motivazioni, un pompino non si rifiuta a nessuno. Ma la casistica, si sa, contiene sempre interessanti e peculiari situazioni, che dopo le dovute spiegazioni interpretative diventano ancora più interessanti. Cose che possono essere raccontate solo a Shirley, per intenderci.
Ho un amica sposata, che non disdegna di frequentare altri uomini, a sentir lei senza secondi fini. Infatti sostiene che non vuole assolutamente tradire il marito, e quando esce con un uomo si impegna per restare entro i binari di un normale rapporto di amicizia, niente di compromettente, insomma. Senonché lei dice che la carne è debole, e pur fidandosi di sé stessa in senso assoluto, non si fida delle capacità di convincimento che può sfoderare un maschio eccitato e interessato. Per tale motivo, le succede ogni tanto di fare pompini, in modo da bloccare definitivamente eventuali avances troppo "ben gestite", che potrebbero convincerla a cedere... lei dice che scopare con un altro sarebbe disonesto, e controproducente per il suo matrimonio. 
La domanda che le ho fatto è quella che chiunque di voi avrà immaginato: ma fare un pompino ad un altro uomo non è un  tradimento? La risposta è di quelle che spiazzano: per lei fare un pompino è un atto assolutamente neutro, soprattutto perché fatto col fine di preservare la sua "virtù", per evitare di tradire... non è un bacio (atto molto intimo), lei in fondo non fa altro che usare la bocca, non si spoglia nemmeno, non si fa toccare, si limita a spegnere quell'interruttore maschile che (secondo lei) se lasciato in funzione potrebbe indurla a cedere. Cioè, fa un pompino, per l'appunto come fosse un sonnifero, per addormentare il maschio, nel timore che lui possa riuscire a svegliare lei.
Capite, ora, che cosa mi tocca sentire?
A ripensarci bene, a mente fredda, e magari dopo aver bevuto qualche birra, si potrebbe anche pensare che non ha tutti i torti.
Che cos'è un tradimento, in fondo? D'accordo, fa godere un uomo, ma lei non gode, forse si annoia anche, pensa alla lista della spesa, a cosa preparare per cena, quali vestiti far mettere ai bambini il giorno dopo... insomma in fondo si prodiga per evitare il rischio di essere coinvolta in qualcosa di peggio. Vuoi mettere la differenza, che ne so, con uno scambio di baci? Che poi si sa, i baci sono come le ciliegie, uno tira l'altro, e intanto le mani volano... i sensi si accendono, e non si sa come può andare a finire.
Invece un pompino non fa primavera, lei lavora con cura, lui tiene le mani a posto, gode nella bocca, e il sonnifero è andato. E soprattutto il pericolo - scopata è passato.
Fino alla prossima volta.
Questa donna, è fedele? O è semplicemente casta?


* Il titolo del post è una citazione, e c'è poco da indovinare, si tratta di una di quelle cose che o si conoscono o non si conoscono.