venerdì 30 marzo 2012

Mogli, mariti, e raddoppi

Vi è un denominatore comune in molte storie che mi vengono raccontate, parlo di quelle persone sposate che hanno una relazione extraconiugale. Siano essi uomini o donne, a sentire i loro racconti confidenziali  ho concluso che la gran parte di questi (praticamente tutti) si impegolano in storie che sono un puro raddoppio del matrimono. Storie esclusive, intense, dove la routine la fa da padrone, e dove a ben vedere le persone replicano tutti gli aspetti più deleteri del matrimonio.
Tra litigate feroci, scenate di gelosia, sbuffi e bronci, viene da chiedersi perché questa moltitudine di persone mette su una vita parallela, con tutti i fastidi e l'impegno che questa cosa comporta.
So di rapporti clandestini in cui la conflittualità è addirittura peggiore di quella presente nel rapporto matrimoniale. Ma allora mi chiedo: perché avere un amante, se poi ci si deve litigare peggio che con il proprio coniuge (marito/moglie)?
E io non posso trattenermi, e questa domanda la faccio, con il risultato di avere tante risposte, che si possono sommare tra loro, perché nelle intenzioni vogliono dire tutto, ma in realtà non vogliono dire niente. L'unica motivazione credibile sta nel perché si è iniziata una storia extraconiugale, anzi, spesso nelle intenzioni di voler iniziare una storia, perché frequentemente già dall'inizio compaiono aspetti che dovrebbero consigliare di desistere.
Ma vediamo qualche esempio.
Conosco un tizio, tramite amicizie comuni, quest'uomo vive una storia extraconiugale, una storia in piena regola, una di quelle relazioni che sono un esatta replica della relazione legale. Non è la prima storia importante che quest'uomo porta avanti, ne ha già instaurate diverse nel corso degli anni, ma c'è da dire che come uomo è monogamo, nel senso che, oltre alla moglie, lui ha solo un amante alla volta. Lo possiamo definire un "traditore" fedele. 
La particolarità di queste sue relazioni, cui non fa eccezione nemmeno l'attuale, è che sono sempre tutte, immancabilmente, con donne che somigliano in modo impressionante alla moglie. Di corporatura, di viso, addirittura di interessi personali, fino ad arrivare al fatto che predilige donne che lui definisce intelligenti, possibilmente insegnanti, dottoresse... la moglie è un insegnante.
La sua storia matrimoniale non è idilliaca, con la moglie si fanno delle litigate enormi, cose con parole grosse e minacce varie. Lei ha molti difetti, lui anche, e molto spesso finiscono ai ferri corti, rinfacciandosi di tutto. La moglie, che non è stupida e lo conosce bene, lo tratta come uno zerbino, forte anche del fatto che probabilmente sa delle sue storie. E lui, ovviamente dotato di enorme coda di paglia, sta zitto e subisce.
La cosa interessante è che anche con l'amante succede questo: litigate epiche, parolacce, musi lunghi che durano settimane, dispetti... Lei lo tratta come uno straccio, e lui zitto a subire... esattamente quello che succede con  la moglie! Anzi, a sentire lui, l'amante lo tratta anche peggio di come lo tratta la moglie!
E io mi chiedo: perché tutto ciò? Non ti basta litigare con tua moglie? Perché devi cercare una relazione con una che le somiglia, e che ti tratta pure peggio di lei?
E io a lui gliel'ho chiesto. La risposta non esiste, ovvio.
E' così e basta.
Ora questo è un caso limite, ma tutte le relazioni extraconiugali sembrano avere questo aspetto in comune: un inizio più o meno idilliaco, e poi l'inferno. Nel migliore dei casi il tormento.
Ma qui stiamo sfiorando un altro argomento, di cui tratterò più avanti: la cosiddetta sindrome dell'altra donna.

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