Ma veramente tanto, tanto bisogno di parlare. A prescindere dal fatto che ci sia qualcuno all'ascolto. Quando poi si ha l'impressione di essere ascoltati, taluni si scatenano, e sviscerano tutta la loro vita, i loro problemi, senza minimamente pensare che hanno di fronte qualcuno cui potrebbe anche interessate niente di quello che dicono. Questo succede sia nella vita reale che nel mondo virtuale, anche se, a dire il vero, tramite la rete questo bisogno di confidarsi, di sfogarsi, di rovesciare addosso a qualcuno tutte le proprie problematiche, diventa frequentissimo e senza la minima presenza di limiti. Come se il filtro fornito dal monitor rappresenti una sorta di confessionale, un sostituto del lettino dell'analista visto in tanti films americani.
E qui intervengo io. Anzi, non intervengo. Non faccio niente, niente di più che ascoltare. Ma sembra che questo basti.
Avanti, allora. Ditelo a Shirley.
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